Ernest Hemingway

La traduzione italiana di

Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday

Le poesie di Ernest Hemingway sono poche e poco note. Ernest ne scrisse una per Adriana Ivancich, la ragazza veneziana della quale era innamorato; gliela dedicò da uomo distrutto ma non sconfitto[i], quando capì di dover rinunciare a lei. È l’ottantasettesima delle 88 poesie[ii] tradotte per Mondadori da Vincenzo Mantovani che, fuorviato da arbitrarie note di Nicholas Gerogiannis alla raccolta originale[iii] e dalle chiacchiere che imperversavano fin dal primo incontro di Ernest e Adriana nel dicembre del 1948, l’ha completamente travisata, scambiando un presagio del capolavoro di Ernest, Il vecchio e il mare, per lo sbrigativo congedo a una invadente ragazza italiana.

Copertina Complete Poems.jpg

Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday

 

Back To The Palace

And home to a stone

She travels the fastest

Who travels alone

Back to the pasture                                                            5

And home to a bone

She travels the fastest

Who travels alone –

Back to all nothing

And back to alone                                                             10

She travels the fastest

Who travels alone

But never worry, gentlemen

Because there’s Harry’s Bar

Afderas on The Lido                                                         15

In a low slung yellow car[1]

Europeo’s publishing

Mondadori doesn’t pay

Hate your friends

Love all false things                                                          20

Some colts are fed on hay

Wake up in the mornings

Venice still is there

Pigeons meet and beg and breed

Where no sun lights the square.                                    25

The things that we have loved are in the gray lagoon

All the stones we walked on

Walk on them alone

Live alone and like it

Like it for a day                                                                  30

But I will not be alone, angrily she said.

Only in your heart, he said. Only in your head.

But I love to be alone, angrily she said.

Yes, I know, he answered

Yes I know, he said.                                                           35

But I will be the best one. I will lead the pack.

Sure, of course, I know you will. You have a right to be.

Come back some time and tell me. Come back so I can see.

You and all your troubles. How hard you work each day.

Yes I know he answered.                                                 40

Please do it your own way.

Do it in the mornings when your mind is cold

Do it in the evenings when everything is sold.

Do it in the springtime when springtime isn’t there

Do it in the winter                                                             45

We know winter well

Do it on very hot days

Try doing it in hell.

Trade bed for a pencil

Trade sorrow for a page                                                  50

No work it out your own way

Have good luck at your age.

Finca Vigía, Cuba, December 1950

Copertina Poesie d'amore del '900Copertina 88 poesie 150 dpi

Versi per una ragazza 5 giorni dopo il suo 21esimo compleanno

 

Tornato al Palace

Tra le lenzuola

Viaggia più in fretta

Chi viaggia sola

Tornato al pascolo                                                              5

Col cuore in gola

Viaggia più in fretta

Chi viaggia sola…

Tornato a tutto il niente

E alla mia vita sola                                                            10

Viaggia più in fretta

Chi viaggia sola

Ma signori, niente paura

Perché c’è l’Harry’s Bar

Al Lido passa Afdera                                                         15

Sul suo basso giallo car

L’Europeo pubblica

Mondadori non paga

Odia gli amici

Ama tutto ciò ch’è falso                                                    20

Qualche puledro di fieno s’appaga

Ti svegli la mattina

Venezia è sempre là

I piccioni si cercano e s’accoppiano

Dove la piazza è nell’oscurità.                                         25

Le cose che abbiamo amato sono nel grigio della laguna

Tutti i sassi tra cui si fa la spola

D’ora in avanti camminaci da sola

Vivi pure da sola se ti piace

Ti piacerà per una giornata                                             30

Ma io non sarò sola, lei disse, incavolata.

Solo in cuor tuo, rispose. Solo nella tua mente.

Ma mi piace star sola, ribattè lei, furente.

Sì, lo so, disse lui

Sì, lo so, disse.                                                                     35

Ma sarò la migliore. In testa al branco.

Sì sì, lo so. Ne hai tutto il diritto.

Un giorno torna a dirmelo. Mostrami ciò che hai scritto

Tu e tutti i tuoi problemi. Non fai che lavorare.

Sì lo so rispose lui.                                                             40

Tu fa’ come ti pare

Fallo la mattina a mente fresca

Fallo la sera prima che tu esca.

In primavera, fallo, quando la primavera non è giunta

Fallo d’inverno                                                                   45

Lo conosciamo, l’inverno,

Fallo nei giorni più caldi

Cerca di farlo all’inferno.

Scambia il letto con una matita

Baratta con un foglio la tua pena                                   50

No, va’ pure per la tua strada

Ragazza, e buona fortuna.

Traduzione di Vincenzo Mantovani

 

Lines to a Girl 5 Days After Her 21st Birthday (Versi a una ragazza per 5 giorni dopo, il 21° compleanno, come se all’originale mancasse una virgola, secondo una mia personale interpretazione) è una poesia rigorosamente autobiografica, che rispecchia la condizione creativa ed emozionale di Ernest al culmine del soggiorno cubano di Adriana, a cavallo tra il 1950 e il 1951. Il titolo è stato tradotto Versi per una ragazza 5 giorni dopo il suo 21esimo compleanno. La poesia però è stata scritta prima del compleanno – il 30 o il 31 dicembre 1950 in coerenza con la data dell’originale – perché Adriana compì il suo 21° anno, a quei tempi la maggiore età, il 4 gennaio del 1951. Già allora erano arrivate a Cuba notizie dello scandalo sollevato in Italia dalla pubblicazione dell’ultimo romanzo di Ernest, Across the River and Into the Trees, sebbene ancora non tradotto in italiano. Le malelingue, in particolar modo veneziane, avevano riconosciuto in Adriana la Renata che nel romanzo faceva l’amore in gondola con l’attempato colonnello Cantwell, evidente alter ego di Ernest.

Hemingway non aveva fatto molto per impedire l’equivoco, conseguenza del cameo di Marlene Dietrich che aveva celato nei capitoli 13 e 14 dello stesso romanzo, una dedica in ricordo del flirt che aveva avuto con lei nel 1934 a bordo del Paris, un transatlantico francese sulla rotta Le Havre – New York. Ne avrebbe portato il rimorso fino alla tomba.

Diversamente dalle altre poesie di Hemingway, in questa le quattro parole del primo verso hanno l’iniziale maiuscola: Ernest non scrive mai nulla a caso, e le maiuscole devono portare un significato. Potrebbero segnalare al lettore che si tratta appunto di una poesia diversa dalle precedenti, una poesia che segna un inizio, un po’ come i capilettera degli antichi testi miniati; e potrebbero essere un richiamo alle fatidiche Quattro Strade di Latisana, l’incrocio del primo incontro con Adriana, e alla Quarta Dimensione creativa di Ernest, evocata in un colloquio con l’amico fraterno Gianfranco Ivancich, fratello maggiore di Adriana.[iv] Le quattro iniziali formano inoltre l’acronimo BTTP, Back To The Past, ritorno al passato, spesso accennato in tutta l’opera dedicata ad Adriana, a partire da Across the River. Anche i titoli di Across the River and Into the Trees e The Old Man and the Sea portano quattro iniziali maiuscole.

La composizione apre sull’imminente amaro ritorno a Venezia di Adriana, che è di conseguenza il soggetto femminile del primo verso Back To The Palace, non maschile come nella traduzione corrente. Il Palace non è, come interpretato disinvoltamente da Gerogiannis e da Mantovani, l’albergo Gritti Palace. È invece la casa di Adriana, un palazzo vero, disegnato dal Sansovino e dimora del “ramo veneziano della famiglia”, come Ernest definiva gli Ivancich.[v] Quello che ora è il Palazzo Ivancich-Rota, a due passi da Piazza San Marco[vi].

Il secondo verso And home to a stone non può essere inteso Tra le lenzuola, se non con l’intenzione di associare con una traduzione arbitraria una allusione all’arbitraria interpretazione di Palace per Albergo. È impensabile che il traduttore non conoscesse il significato di stone. La congiunzione iniziale and indica che il soggetto è lo stesso del primo verso, quindi è Adriana stessa a custodire dentro di sé una metaforica pietra; sul cuore?

Quei due versi che troviamo poi, replicati, She travels the fastest / Who travels alone, sono una citazione al femminile da una poesia di Rudyard Kipling, The Winners, I vincitori (He travels the fastest / Who travels alone), per consolare Adriana dell’imminente separazione: la sua creativa intelligenza avrà campo libero verso il successo. Con questa poesia per la maggior età di Adriana, Ernest rinnova il dono per il Natale del 1950 appena trascorso, una moneta d’oro messicana con impressa una Vittoria alata. Assieme, un augurio e una profezia: la scrittura de Il vecchio e il mare, con quel protagonista, Santiago, specchio dell’innocenza e della semplicità di Adriana, avrebbe portato entrambi alla vittoria del Premio Nobel, due anni più tardi. Lui lo scrittore, lei la musa e autrice della straordinaria copertina dove il mare di Cuba si fonde col cielo. Quel libro è il capolavoro della White Tower Incorporated, la società Torre Bianca, il cui statuto firmato col sangue da Ernest, Adriana e Gianfranco, è sepolto in una bottiglia nel giardino della Finca, presso la Torre Bianca della ragione sociale.[vii] La Torre Bianca, la turris eburnea priva di telefono dove Ernest e Adriana si isolavano su piani diversi, a scrivere e disegnare nella loro quarta dimensione.

Il pasture del quinto verso va spiegato. Ricordato che il soggetto continua a essere femminile e continua a essere Adriana, a quale pascolo dovrà mai tornare? Pasture è contrapposto al successivo hay del verso 21, il fieno ordinario di cui si nutrono al chiuso alcuni colts coetanei di Adriana, giovani brocchi perditempo. Come noto da lettere di Hemingway, lei è The Great Black Horse, il Gran Cavallo Nero, spirito libero. Probabilmente Hemingway si era ispirato a Bucefalo, il cavallo grande e nero che solo Alessandro Magno aveva saputo domare. Chi avesse domato Adriana sarebbe stato re del mondo. Quindi non si deve pensare a un pascolo di mandrie e greggi, ma a liberi prati, il campo libero all’intelligenza e alla creatività del Gran Cavallo Nero.

Oltre alla pietra del secondo verso, Adriana custodisce un altrettanto inerte e freddo bone, un osso. Tradurre il sesto verso And home to a bone con Col cuore in gola è almeno fuori registro.

Il decimo verso And back to alone non contiene alcun possessivo: la traduzione E alla mia vita sola attribuisce pervicacemente il ritorno all’autore e non ad Adriana. Come risulta da La Torre Bianca, il libro da lei scritto, Adriana tendeva davvero a isolarsi per le sue poesie e i suoi disegnetti, sorda alle sollecitazioni della madre a condurre una vita normale.[viii]

Il verso 15 cita Afderas al plurale, riferendosi ad Afdera Franchetti – conoscente di Adriana Ivancich poi moglie di Henry Fonda – e alle donne del suo tipo: “…meglio essere di notte su un caccia senza altimetro e a corto di benzina che essere tirato in storie simili da donnette fuori di testa.” [ix] Le storie sono quelle diffuse per esempio dal settimanale L’Europeo, citato al verso 17.

Il verso 16 richiama un tipo di automobile in voga tra i giovani dell’alta società veneziana nei primi anni ’50, come poteva essere la MG TC Roadster o la Triumph 1800 Roadster gialla. Non capisco la scelta di non tradurre la parola car.

Al verso 17 continua il riferimento ad Afdera Franchetti, che aveva rilasciato una fantasiosa intervista all’Europeo, sostenendovi di essere l’amante di Papa Hemingway e di aver ispirato il personaggio di Renata in Across the River and Into the Trees, insieme con Adriana.

Il soggetto di Hate your friends del verso 19 e del successivo Love all false things è probabilmente da riferire ai gentlemen del verso 13, va dunque al plurale.

Il verso 20 Some colts are fed on hay è problematico, comunque sono i colts, i puledri, a svegliarsi al mattino nell’immutabile Venezia, immutati dal vivere nel loro ambiente chiuso, nutrendosi a fieno come in una stalla. Si veda la contrapposizione con lo spirito di Adriana, libera sui prati del verso 5.

Le stones del verso 27 non sono sassi tra cui si fa la spola, e immagino che Mantovani intenda il tradizionale “struscio”, le “vasche” della provincia italiana. A Venezia si fa il “liston” in Piazza, ma questa è soprattutto città dove perdersi e ritrovarsi tra le innumerevoli calli, nello stupore di infiniti scorci. Il concetto è ben espresso altrove da Hemingway.[x] Le stones sono le onnipresenti pietre squadrate della pavimentazione pubblica, i masegni di trachite euganea sui quali Ernest e Adriana camminavano anche senza meta nei giorni felici delle visite di Ernest a Venezia; felici anche nella invernale gray lagoon del verso 26.

Da quel verso la composizione assume la forma di colloquio, con la voce di Adriana dal verso 31. Il verso 36, But I will be the best one. I will lead the pack, richiama ancora l’immagine del Gran Cavallo Nero, il capo del branco.

Il verso 41, Please do it your own way, con quel do corsivo che è un commosso appello a fare quello che entrambi sanno, e che interpreto come il capolavoro nelle corde e nel cuore di Ernest, non può essere banalizzato e svilito ignorando il please e traducendolo Tu fa’ come ti pare. Ernest scriverà Il vecchio e il mare, come lui sa fare, his own way. La predizione è registrata nella Torre Bianca, nel capitolo Cojimar, proprio al tempo in cui fu scritta la poesia.

Il verso 43, Do it in the evenings when everything is sold, ha la fantasiosa traduzione Fallo la sera prima che tu esca. Quel sold probabilmente si riferisce alla conclusione della routine giornaliera.

Appare fuori luogo l’acida interpretazione degli ultimi versi da parte di Mantovani che, secondo me, sbaglia ancora soggetto quando non sono presenti i pronomi he o she, ignora la ripetizione di your own way al verso 51, infila una ragazza dove non c’è barattandola con la parola age dell’ultimo verso e trasforma la chiusa in un invio “a quel paese”, con la voce di Ernest che non si fa incantare da una smorfiosa in cerca di notorietà. Una chiusa che invece, con la voce affettuosa di Adriana, invita Ernest a creare l’opera più bella, quella che ora saprà come scrivere his own way, forte della carica d’amore e dolore della forzata separazione.

In conclusione, tutta la traduzione corrente è una successione di invenzioni arbitrarie, errori, cambi di genere e numero che sembrano soltanto scelte per compiacere il gossip. È davvero incomprensibile come la poesia in una tale traduzione, dove d’amore non c’è traccia, abbia potuto essere inserita anche nella raccolta mondadoriana Poesie d’amore del Novecento.[xi]

Qui sotto una mia proposta di nuova traduzione, che può essere definita a labour of love, offerta in spirito di servizio a una plausibile verità, per Ernest e Adriana. La voce di Adriana è sottolineata.

 

Versi a una ragazza per 5 giorni dopo, il 21° compleanno

 

Di Ritorno Al Palazzo

Con una pietra sul cuore

Va come il vento

Chi viaggia da sola

Di ritorno sui prati                                                              5

Col gelo nel cuore

Va come il vento

Chi viaggia da sola –

Di ritorno al gran nulla

Di nuovo da sola                                                                10

Va come il vento

Chi viaggia da sola

Ma niente paura, signori

Che c’è l’Harry’s Bar

Le Afdere al Lido                                                                15

Fiondate su spider gialle

L’Europeo pubblica, pubblica

Mondadori non paga

Odiate gli amici

Amate tutte le falsità                                                         20

Qualcuno cresce a fieno da puledro

Si sveglia la mattina

Venezia è sempre là

Con i piccioni che accattano in frotta e fan razza

Dove non c’è sole a schiarare la piazza.                        25

Quel che abbiamo amato è nella laguna grigia

Cammina da sola

Su tutte le pietre che abbiamo calcato

Vivi da sola e fa’ che ti piaccia

Che ti piaccia per quel giorno                                          30

Ma non sarò sola, disse in collera.

Soltanto nel cuore, disse lui. Nella testa.

Lo sai che mi piace star sola, disse in collera.

Sì, la risposta, lo so

Sì lo so, disse lui.                                                                35

Sarò la migliore, però. La prima del branco.

Certo che sì, lo sarai. Di diritto.

Torna a raccontarmi, una volta. Torna, fatti vedere.

Con tutti i tuoi guai. Com’è duro il lavoro tuo d’ogni giorno.

Sì, la risposta, lo so.                                                           40

Ti prego fallo come sai.

Fallo al mattino a mente fresca.

Fallo di sera quando tutto è sistemato.

Fallo in primavera quando la primavera non c’è

Fallo d’inverno                                                                    45

Lo conosciamo bene l’inverno

Fallo in canicola

Cerca di farlo all’inferno.

Il letto cambialo con una matita

Cambia il dolore in un foglio                                           50

No, dagli la forma che sai

E buona fortuna con l’età che hai.

Traduzione di Piero Ambrogio Pozzi

[1] Translator’s note: Mr. H must be insane. They do not have cars on The Lido.

A piè di pagina sul testo originale. In realtà si tratta di una nota dell’Autore: “Il signor H. deve essere matto. Non ci sono automobili al Lido.” Le automobili al Lido c’erano anche nel 1950, però (ndr).

[i] Destroyed but not defeated, in Ernest Hemingway, The Old Man and the Sea, The Reprint Society, London 1953, ritradotto per coerenza.

[ii] Ernest Hemingway, 88 poesie, a cura di Vincenzo Mantovani, Oscar Mondadori, Milano 1993.

[iii] Ernest Hemingway, Complete Poems, edited by Nicholas Gerogiannis, University of Nebraska Press, Lincoln NE 1992.

[iv] Gianfranco Ivancich, Da una felice Cuba a Ketchum, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2008, p. 120.

[v] Lettera del 3 luglio 1956 ad Harvey Breit. Ernest Hemingway. Selected Letters 1917-1961, Edited by Carlos Baker, Panther Books, London 1985, p. 861.

[vi] Si trova in Calle del Rimedio, Castello 4421, 45°26’09.6”N 12°20’26.2”E.

[vii] Adriana Ivancich, La Torre Bianca, Mondadori, Milano 1980, p.184.

[viii] Adriana Ivancich, La Torre Bianca, cit., p. 227.

[ix] Lettera del 13 ottobre 1950 a A.E. Hotchner, in Albert J. DeFazio III, edited by, Dear Papa, Dear Hotch, The Correspondence of Ernest Hemingway and A.E. Hotchner, University of Missouri Press, Columbia, Missouri 2005, pp. 81-82.

[x] Ernest Hemingway, Across the River and Into the Trees, Arrow Books, London 1994, cap. 21.

[xi] Poesie d’amore del Novecento, a cura di Paola Dècina Lombardi, Oscar Mondadori, Milano 2000.

 

La prossima volta pubblicherò il testo della conferenza tenuta al 13° Coloquio Internacional Ernest Hemingway, all’Avana, nel giugno 2011:

La storia di Ernest e Adriana nelle metafore di Across the River and Into the Trees e The Old Man and the Sea

Anche nel magnifico testo spagnolo di Liliana Piastra:

La historia de Ernest y Adriana en las metáforas de Al otro lado del río y entre los árboles y El viejo y el mar

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